Ambiente, mutazioni climatiche e aumento dei prezzi delle materie prime sono le parola chiave che in questi mesi stanno popolando le cronache.
Si può dire che la sfida nei prossimi anni sarà rappresentata dal riuscire a trasformare le supply chain in catene chiuse: le “Closed Loop Supply Chain”, in cui vi è piena integrazione tra la logistica diretta (quella che dalla materia prima va verso il consumo finale del bene) e la logistica inversa ( quella in cui lo scarto, la materia a non valore e il prodotto che ha esaurito la propria vita diventano nuove risorse per successivi processi produttivi).
Con le Closed Loop Supply Chain vengono generati dei nuovi flussi di materiale che ritornano alle fasi precedenti di lavorazione e/o trasformazione, limitando al massimo il ricorso all’eliminazione attraverso incenerimento o sotterramento.

Per una buona eco-logistica diventano condizioni necessarie:

  • L’integrazione di filiera, dove i soggetti cooperano e collaborano per ridurre gli sprechi;
  • La tracciabilità del prodotto, necessaria per recuperarlo nel momento in cui esaurisce la sua utilità
  • L’organizzazione per il recupero, un sistema di soggetti e relazioni che siano in grado di intercettare tutti quei materiali che finiscono in discarica;
  • Prodotti nati per essere recuperati, ovvero progettati in modo che sia più semplice e più veloce recuperare componenti o parte di essi in modo da reinserirli nel ciclo produttivo diretto.

La Closed Loop Supply Chain può essere applicata nei differenti processi di produzione, di uso e commercializzazione. Il prodotto quindi può essere inserito in un contesto di Logistica Inversa sia in fase di riparazione e sostituzione, in fase di ritorno commerciale, in fase di scarti di produzione e sia nel momento di fine corso o vita del prodotto stesso.

LE FASI DEL CLOSED LOOPS SUPPLY CHAIN  
  • IN PRODUZIONE
    • Materiale che ha subito una perdita parziale o totale di valore commerciale rimasto giacente a magazzino
    • Prodotti scartati perché non più utilizzabili in fase di produzione ma che subendo una rielaborazione possono essere reintegrati all’interno del flusso produttivo
    • Prodotti che presentano dei difetti in base ai requisiti di qualità standard possono essere rilavorati e messi poi in commercio ad un parametro inferiore di qualità
  • IN DISTRIBUZIONE
    • Spedizioni che hanno subito un ritardo o addirittura un anticipo della fase di consegna e respinta quindi dal cliente.
    • Materiale non accettato dal cliente perché presenta difetti di produzione o non corrisponde alla richiesta fatta.
    • Prodotti in ritorno perché acquistati con diritto di recesso (soddisfati o rimborsati) o conseguenti al   malfunzionamento del prodotto stesso ( diritti di garanzia sul prodotto )
FINE CORSA  

Il prodotto ha finito il suo ciclo di vita esaurendo la sua funzionalità o raggiungendo costo 0. I suoi componenti possono comunque essere “rottamati” ed essere riutilizzati per altri prodotti.

VANTAGGI  

Trovare un partner per l’azienda è condizione fondamentale per poter sviluppare e chiudere la propria logistica di ritorno. I vantaggi per l’azienda che applica una CLSC sono quelli di ottenere migliorie direttamente sull’organizzazione interna dell’azienda nel campo delle vendite, della progettazione, sugli acquisti, sulla distribuzione. La MGE è in grado di perseguire obbiettivi comuni offrendosi come partner per applicare una strategia di CLSC che sia in grado di portare vantaggi a tutti coloro che ne hanno aderito.